Contesto ed area intervento

Contesto paesaggistico

Il Piano Territoriale Paesistico Regionale definisce il paesaggio dove è posta la Cascina Bellaria come “bassa pianura irrigua a orientamento risicolo”.

Gli elementi che nella tradizione caratterizzano questo paesaggio sono sicuramente la grande cascina, sulla quale si basa tutta l’organizzazione agricola, i filari di alberi o di arbusti, il carattere “geometrico del disegno dei campi, la rettilineità delle strade, dei filari, dei canali irrigatori”, tutti caratteri che ritroviamo nel paesaggio della Cascina Bellaria.

La riconversione, avvenuta negli anni, del paesaggio dovuto a modi diversi di operare in agricoltura hanno inciso sull’aspetto della campagna, sono quasi scomparsi quegli elementi che davano “fastidio” alla meccanizzazione dell’agricoltura (filari, piantate, ecc).

La trasformazione della produzione ha comunque mantenuto le grandi cascine come fulcro del paesaggio, nelle stesse non troviamo più la molteplicità dei salariati con le loro famiglie, ma spesso quelle strutture, molto belle e ricche nella loro complessa funzionalità di spazi, sono state in parte riconvertite a magazzini, depositi di mezzi meccanici, ecc.

Un segno importante del paesaggio intorno alla Cascina Bellaria è il sistema d’irrigazione, che ha un suo valore funzionale ed economico riferito alla produzione agricola delle cascine della zona, ma anche un valore storico di “segno” del lavoro dell’uomo, a fronte dei mutamenti e delle trasformazione nell’uso della terra agricola è fondamentale tutelare l’immagine del paesaggio della risicoltura, fatta di specchi d’acqua, di colori e di matrici storiche (percorsi, sistema irriguo, divisioni particellari). In prossimità del complesso edilizio passa l’importante Roggia Nuova, individuata dalla pianificazione comunale come importante corridoio ecologico.

Gli insediamenti rurali dismessi 

La presenza sul territorio di numerosi insediamenti rurali abbandonati da anni e l’impossibilità di convertirli per altre destinazioni con il rischio di disperdere un significativo patrimonio immobiliare, ha portato il Consorzio Parco Lombardo della valle del Ticino a predisporre un Regolamento attuativo per l’individuazione e il recupero di tali insediamenti, specificando nel dettaglio quanto contenuto nelle Norme di Attuazione del P.T.C. 

Consentire il recupero di questi insediamenti diventa infatti fondamentale perchè impedisce un ulteriore consumo del territorio e favorisce la tutela e valorizzazione del paesaggio . 

In particolare il regolamento attuativo esplicita alcuni dettagli quali le modalità di individuazione, di progettazione, l’utilizzo dei materiali, la tipologia e tutti gli elementi caratterizzanti. 

CASCINA BELLARIA: risalente al 1848, conserva elementi decorativi di pregio. Nell'insieme il complesso è ben conservato.

Riferimenti urbanistici di piano

L’area in cui si colloca la Cascina Bellaria è identificata dal PGT del Comune di Gambolò e dal PTC vigente del Parco Lombardo della Valle del Ticino come zona G2 - Pianura irrigua a preminente vocazione agricola, regolato dall’art. 9 delle NTA della variante generale al PTC approvata dalla Giunta Regionale il 2 agosto 2001 con delibera n° 7/5983.

Nelle zone G è “…al fine di consentire il riuso del patrimonio edilizio esistente…” “…mediante interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione, senza demolizione, che non comportino aumento di superfici utili e dei volumi.”

La cascina Bellaria risulta inserita nell’elenco degli insediamenti rurali dismessi del Comune di Gambolò, ai sensi degli artt. 6.11 e 7.C.7. della Deliberazione Consiglio Regionale 26 novembre 2003 n°VII/919  e artt. 8.C.7 e 9.G.7 della Deliberazione Giunta Regionale 2 agosto 2001 n°VII/5983.

La pianificazione comunale ha riconosciuto l’importanza del recupero delle cascine dismesse, all’interno del Documento di Piano leggiamo: “La presenza sul territorio di numerosi insediamenti rurali abbandonati da anni e l’impossibilità di convertirli per altre destinazioni con il rischio di disperdere un significativo patrimonio immobiliare, ha portato il Consorzio Parco Lombardo della valle del Ticino a predisporre un Regolamento attuativo per l’individuazione e il recupero di tali insediamenti, specificando nel dettaglio quanto contenuto nelle Norme di Attuazione del P.T.C. Consentire il recupero di questi insediamenti diventa infatti fondamentale perché impedisce un ulteriore consumo del territorio e favorisce la tutela e valorizzazione del paesaggio . In particolare il regolamento attuativo esplicita alcuni dettagli quali le modalità di individuazione, di progettazione, l’utilizzo dei materiali, la tipologia e tutti gli elementi caratterizzanti”.